CALENDARIO

Secondo incontro del Semiario Aperto di Pratiche filosofiche di Venezia: Lunedì 24 novembre ore 16.00, auletta seminari di Palazzo Malcanton Marcorà - Dorsoduro 3484/D ERESIE dialoghi con Romolo Perrotta
 

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Le nostre origini: S.A.P.F PDF Print E-mail

Image  Libera Associazione di Idee nasce dall'esperienza del Seminario Aperto di Pratiche Filosofiche (SAPF) attivo da circa 8 anni presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cà Foscari di Venezia. Il seminario nasce dall'esigenza di aprire uno spazio nel quale le conoscenze filosofiche siano, oltre che oggetto di studio e di
conoscenza teorica, anche elementi capaci di dare un contributo importante nella realizzazione del senso dell'esistenza e nella conduzione quotidiana della vita.
E' basato su cinque regole di comunicazione che mettono in primo piano
l'ascolto piuttosto che la discussione, e che impegnano a comunicare sempre, oltre ad eventuali prospettive teoriche, anche le proprie concrete esperienze di vita.
A costituire i punti di riferimento di questa esperienza, oltre ad un paio di docenti
dell'Università (Romano Màdera, ora trasferito all'Università Bicocca di Milano, dove è sorto un altro seminario simile, e Luigi Vero Tarca), sono alcune personalità di spicco del panorama culturale e sapienziale recente e contemporaneo: Etty Hillesum,
Raimon Panikkar, Thich Nhat Hanh ecc. Il gruppo che ruota attorno al seminario si sta impegnando nella assimilazione e nella invenzione di una serie di pratiche (di matrice orientale oltre che occidentale) capaci di costituire una dieta efficace per una vita sana in senso integrale.

Come si può leggere a nel volume di Romano Madera e Luigi Vero Tarca La filosofia come stile di vita  " E' appunto questo tipo di esperienza che stiamo facendo da qualche anno, in particolare con il Seminario aperto di pratiche filosofiche attivo presso l'Università di Venezia. Anche qui, sarebbe interessante parlarne a lungo e in dettaglio (e soprattutto sarebbe interessante che ciascuno dei partecipanti potesse dire che cosa è per lui l'esperienza del seminario, dal momento che ovviamente ciò che risulta da queste mie parole è quello che esso è per me), ma ora una cosa solo mi preme sottolineare. Ciò che rende per il mio modo di sentire particolarmente significativa questa esperienza è che essa, nata in un primo momento come una proposta di due docenti, è pian piano diventata un'attività nella quale il nostro peso si è andato progressivamente riducendo, non solo perchè nel frattempo Romano si è trasferito a Milano, ma anche perchè i giovani partecipanti hanno man mano preso sul serio l'idea di una compagnia in cui veramente l'ideantità dell'insieme resta definita dalla sua capacità di valorizzare allo stesso modo le sensibilità di ciascuno (cosa molto più facile da proclamare che da realizzare effettivamente). In tal modo i tempi, le modalità e gli argomenti degli incontri sono pian piano passati nelle mani dei vari partecipanti. Un solo esempio: quest'anno, a partire da una serie di riflessioni sulla pace, la guerra e la violenza, è stata offerta all'attenzione del gruppo, da parte sopratutto di alcune ragazze, la questione dei maltrattamenti che noi, che pure ci riteniamo così alieni dalla violenza, in quanto "carnivori" compiamo -senza battere ciglio- sugli animali, questi nostri poveri "fratelli" che come noi vivono e soffrono. Tale argomento, che all'inizio era completamente fuori dal nostro orizzonte "filosofico", è stato piano piano sentito e quindi accolto akmeno da molti di noi come una questione fondamentale. Una circostanza che, a questo proposito, meriterebbe una riflessione tutta particolare è che le donne presenti nel seminario, per quanto giovani, vanno assumendo un ruolo sempre più importnante e dieri quasi di "orientamento" o di "guida"; e ciò di fatto, senza cioè che tale evoluzione sia dipesa da qualche programma o da qualche "ideologia". Sempre in relazione all'eesigenza di dare soddisfazione ai desideri e alle sensibilità particolari che via via si manifestano, gli incontri vanno ormai assumendo la formadi momenti di vita reale spesso esterna al contesto istituzionale: quando possiamo ci ritroviamo nel giardino dell'università, al di fuori delle aule scolastiche, o a spasso per le calli, o in occasione di qualche manifestazione, oppure per delle gite, o per mangiare insieme ecc. Anche l'attivazione di una mailing list molto vivace contribuisce a rendere continui i rapporti fra di noi, rapporti che in tal modo diventano sempre più ricchi e completi."  

da Romano Madera e Luigi Vero Tarca, La filosofia come stile di vita, Milano, Bruno Mondadori, 2003

http://www.composita.org/

LE 5 REGOLE DEL SEMINARIO APERTO DI PRATICHE FILOSOFICHE

1. Il riferimento all’esperienza biografica è sempre presente, indipendentemente dal tipo di discorso.

2. Le affermazioni dell’altro vengono accolte come espressione del suo sé e delle sue credenze. Ciò significa che la comunicazione si discosta dall’opposizione di tesi in competizione per una verità che escluda la verità dell’altro.

3. L’ascolto dell’altro è aperto, il che significa che tende a sospendere ogni interpretazione sostitutiva del tipo “Quel che ho sentito è solo una copertura di qualcos’altro”.

4. Il contributo e la restituzione di chi ascolta tendono a esprimersi come un’offerta anamorfica, il che significa la possibilità che il diverso punto di vista scopra altri aspetti di ciò che si è detto, e che questi altri aspetti possano essere liberamente presi in considerazione, o trascurati, da chi guida l’incontro.

5. La tentazione della distruttività nella contrapposizione confutativa deve essere sospesa e riesaminata autoanaliticamente e in silenzio.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 22 gennaio 2007 )
 
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