Secondo incontro del Semiario Aperto di Pratiche filosofiche di Venezia: Lunedì 24 novembre ore 16.00, auletta seminari di Palazzo Malcanton Marcorà - Dorsoduro 3484/D ERESIE dialoghi con Romolo Perrotta
Studio filosofia, ma non sono uno specialista nemmeno della totalità. Nella mia vita, ho avuto la fortuna di aver svolto e svolgere lavori delle più svariate tipologie, giungendo alla conclusione che non esistono lavori indegni, ma solo un modo indegno di attendere ai lavori. Questo ovviamente vale anche per quella testimonianza della verità che han chiamato Filosofia.
Tra i filosofi che con piú dignità hanno atteso i compito che si son scelti, stimo soprattutto l’antico Epicuro, con la sua ricerca della serenità stabile, basata su beni essenziali. Poi il moderno Schopenhauer, con il suo studio sui limiti della ragione, sulla nostra natura volitiva, e sul suo oltrepassamento. Inoltre il contemporaneo Severino, con la sua indagine intorno all’incontrovertibile, all’alienazione dell’Occidente, ed alla nostra destinazione ad oltrepassare ogni forma di alienazione.
Sotto la loro guida sto cercando di indagare la ragione alienata che ha dominato i tempi passati, ed il suo oltrepassamento nel dominio della volontà. Poi tale dominio della volontà, dove vige incontrastata la legge del potere, ed il suo oltrepassamento nell’assenza di dominio. Infine tale liberazione, del luogo che già abita le piú remote profondità di noi stessi.
Da questa struttura a tre livelli partono le mie divagazioni, sulle tematiche attuali. L’alienazione della ragione e della volontà lasciano i frutti nel sistema tecnologico-socio-politico-… in cui viviamo, ma prima ancora già in quel che viviamo di noi stessi. Dove mi lascia la filosofia, inizia perciò per me la pratica dello zen, che sta lentamente passando da pratica di meditazione seduta, a pratica di vita in piedi.