CALENDARIO

dal 5 al 7 maggio Convegno Internazionale Mistica, pienezza di vita 

 
Lunedì 21 Aprile ore 17:00
Filosofia Africana:

Kwasi Wiredu

incontro con Diletta Mozzato
a cura di Libera Associazione di Idee

Campo Santa Margherita - Venezia

 

NUOVA SEDE!!!   Il Comune di Venenzia ci ha concesso l'uso degli spazi destinati alle associazioni comunali situati  in Campo Saffa Cannaregio 474/F, qui trovi la mappa!

 
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SCUOLA Frozen a Venezia 13/9 PDF Print E-mail

STANNO UCCIDENDO LA SCUOLA DI TUTTI! Lunedì 15 settembre in Veneto suona la prima campanella di un anno scolastico di lotta per fermare chi sta smantellando la scuola pubblica a suon di decreti legge e regolamenti.
  In tre anni, dall’anno scolastico 2009-10, saranno tagliati 70.000 posti di insegnanti e 43.000 di assistenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari.
 Lo prevede la legge sulla manovra finanziaria del governo Berlusconi approvata in pieno agosto.
A questi numeri si devono aggiungere i 47.000 posti in meno previsti dalla Finanziaria 2008 dal governo Prodi (11.000 già da questo a.s.), in tutto 160.000 posti.
Per fare ciò si aumenterà a dismisura il numero di alunni per classe, si ridurranno le ore di lezione negli istituti tecnici, professionali e artistici, si toccherà il tempo pieno e prolungato, il sostegno ai portatori di handicap, rivedendo l’assetto ordinamentale dell’intero sistema scolastico.
E’ già stato imposto per decreto legge che dal 2009-10 nelle scuole elementari si tornerà al maestro unico, retaggio della pedagogia del secolo scorso.
Ormai sono vent’anni che questa figura è stata superata definitivamente, estendendo a tutta la scuola l’esperienza di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti che era maturata nel Tempo pieno. La pluralità docente ha permesso ai maestri e alle maestre di approfondire la conoscenza disciplinare e ha rafforzato lo spirito di collaborazione, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze. 
Il governo invece vuole solamente un ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica. Che senso ha infatti stravolgere la scuola elementare, che tra l’altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, se non con l’obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private?
 I primi a farne le spese saranno i docenti e ATA precari – prevista la riduzione del 17% degli amministrativi, tecnici e ausiliari – espulsi dalla scuola dopo 10-15 o vent’anni di contratti a tempo determinato, di supplenze a vita.
I PRECARI DELLA SCUOLA DEL VENETO CHIAMANO TUTTO IL MONDO DELLA SCUOLA, LE FORZE SINDACALI E LA SOCIETA’ CIVILE ALLA MOBILITAZIONE!

SABATO 13 SETTEMBRE ALLE 10.30
in C.po S. Geremia a VENEZIA
di fronte alla sede RAI del Veneto

FROZEN DI PROTESTA PER LA SCUOLA
Alle 11.00 in punto, al segnale della campanella, tutti i manifestanti si “congeleranno” a terra per 5 minuti, a simboleggiare la scuola pubblica uccisa dalla manovra economica del governo.

RETE ORGANIZZATA DOCENTI E ATA PRECARI DEL VENETO
Venezia, 4 settembre 2008

 
Romanzo di Igor Cannonieri PDF Print E-mail
DOPPIO INVIO Romanzo di Igor Cannonieri
Una storia perfetta su Eros identità e desiderio all'epoca di Derrida e di Internet

Dalla prefazione del prof. Luigi Perissinotto

Conoscevo Igor Cannonieri come filosofo. Un filosofo capace di inseguire le nervature concettuali e le condotte argomentative di un filosofo così complesso e sfuggente come Jacques Derrida senza sottostare a una comoda gergalità – nella quale molti si nascondono  e quasi tutti si assolvono -  e senza rinunciare alla forza dell’interrogazione (continua)

Ultimo aggiornamento ( giovedì 21 agosto 2008 )
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Cittadinanza onoraria al Dalai Lama PDF Print E-mail

Libera Associazione di Idee, co-fondatrice, insieme a molte altre realtà associative del territorio, del Comitato Venezia per il Tibet che ha promosso la raccolta firme per il conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Venezia al Dalai Lama, nonchè aderente al Tavolo Per e con il Tibet http://it.groups.yahoo.com/group/per_e_con_il_Tibet/, apprende con viva felicità la notizia dell'approvazione da parte del Consiglio comunale della mozione a riguardo.

Cittadinanza onoraria al Dalai Lama: l'assessore Zanella esprime soddisfazione per l'approvazione dell'ordine del giorno

L'assessore comunale alla Pace, Luana Zanella ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione, a seguito dell'approvazione, da parte del Consiglio comunale riunitosi questo pomeriggio a Ca' Farsetti, della mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria di Venezia al Dalai Lama:

"Esprimo soddisfazione e plauso per il lavoro svolto dal Consiglio comunale di Venezia. La decisione di conferire la cittadinanza onoraria al Dalai Lama dà una risposta unanime e forte ad una richiesta proveniente dalla società civile e alle istanze di tante associazioni che hanno manifestato a favore del Tibet e che si sono battute per la promozione e la difesa dei diritti umani, con il pieno sostegno dell'Assessorato comunale alla Pace.

Mi auguro che questa significativa decisione, presa dalla nostra Amministrazione, contribuisca al processo di riconoscimento e al sostegno della causa del popolo tibetano, per la promozione e la difesa dei diritti umani. Si continua così nel percorso proprio della città di Venezia, una città che ha sempre favorito il dialogo interreligioso e interculturale".

L'ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale si fa interprete della volontà di ventisei associazioni veneziane che hanno promosso una petizione sottoscritta in pochi giorni da oltre 1.500 cittadini.


Venezia, 28 luglio 2008

Ultimo aggiornamento ( martedì 29 luglio 2008 )
 
Animali e filosofi PDF Print E-mail

Animali e filosofi

di Giuseppe Pulina, Giunti, Milano 2008

il terzo capitolo "Il linguaggio delle api" è disponibile su Diogene Filosofare Oggi

copertina Animali e filosofiNon occorre essere filosofi per prendere coscienza dell’importanza che in tutti i tempi gli animali hanno avuto per l’uomo. La loro presenza ha reso più facile l’avventura umana nel pianeta. Gli animali hanno dato all’uomo più di quanto quest’ultimo sia stato in grado di restituire a loro: conforto (basterebbe pensare alla presenza di un animale domestico in casa), forza lavoro (che ne sarebbe stato delle prime industriose civiltà umane senza l’impiego dell’energia animale?) e, per molti, anche sostentamento. Per documentarne l’importanza si potrebbe pensare alla vicenda biblica di Noè che costruisce una grande arca per scampare al diluvio, dimostrando che la vita dell’uomo sulla Terra diventerebbe difficilmente immaginabile se da questa venissero esclusi gli animali. La convivenza tra uomini e animali (o, come direbbe, il filosofo americano Robert Nozick, gli animali non umani) non è però mai stata facile. Se gli animali potessero dire chiaramente quel che pensano, giudicherebbero duramente l’operato degli uomini. Ma è giusto dire che gli animali non pensano o che, capaci forse di riflettere, non sono comunque in grado di comunicare con l’uomo? Molti filosofi, in tempi diversi, lo hanno rigorosamente escluso. Si può allora riformulare la domanda e chiedersi se gli animali non abbiano invece tentato di porsi in contatto con gli uomini. Si vedrà come Friedrich Nietzsche, interrogando gli animali, riesca ad ottenere anche dai loro silenzi risposte inattese e illuminanti. Jacques Derrida, filosofo francese a noi cronologicamente più vicino, va oltre Nietzsche, sino al punto di affermare che gli animali comunicano e interrogano gli uomini e che questi, quando sentono di essere i destinatari delle loro attenzioni, non rispondono perché non sono in grado di farlo. Certo, l’impresa non è delle più facili. Il fatto che qualche filosofo si sia cimentato in essa dimostra che il mondo animale ha davvero molto da insegnare non solo agli etologi che per professione studiano il comportamento di leoni, elefanti, cani, gorilla, uccelli migratori e tartarughe. Il numero di questi filosofi è però sorprendentemente basso. Il dato colpisce perché i filosofi hanno spesso intrattenuto un rapporto molto stretto con gli animali. L’animale è sempre stato considerato uno strumento di grande valore per pensare il mondo. «Penso un animale, parlo di un animale e, come per magia, secondo una discutibile proprietà transitiva applicata alla forza dei concetti, riesco a formulare un giudizio sul mondo e sugli uomini». L’animale diventa in questo modo una cavia filosofica, una cosa tra le cose, un mezzo con il quale conseguire i fini più diversi. Un esempio sul quale si ritornerà più avanti può essere quello di Mandeville, filosofo olandese che nel Settecento scrisse una bella favola delle api con l’intento di definire i tanti vizi e le più rare virtù dei suoi contemporanei. Dissertando sul mondo delle api, Mandeville riuscirà a parlare di sistemi politici, valori morali e convenzioni sociali. E così farà anche Platone quando si occuperà di cani e lupi. Il lettore di Voltaire saprà, ad esempio, che questo illuminista francese aveva una predilezione per il cane. Nel Dizionario filosofico, alla voce “Bêtes” (“bestie”), il cane diventa la prova dell’ingratitudine umana, della cecità dei meccanicisti, dell’orrore della vivisezione e dell’ottusità di quanti, credendo nell’esistenza dell’anima, l’attribuiscono all’uomo e non anche agli animali. Voltaire parla di un «cane, che ha perduto il suo padrone, lo ha cercato per tutte le strade con grida dolorose, rincasa agitato, inquieto, sale, scende, va di stanza in stanza, e trova infine nel suo studio il padrone che ama, e gli testimonia la propria gioia con la dolcezza delle sue grida, con i suoi salti e le sue carezze. Dei barbari prendono questo cane che supera tanto prodigiosamente l’uomo nell’amicizia, lo inchiodano su una tavola, e lo sezionano vivo per mostrarti le vene mesaraiche. Tu scopri in lui gli stessi organi di sentimento che sono in te. Rispondimi, meccanicista, la natura ha dunque combinato in questo animale tutte le molle del sentimento perché non senta? Ha forse dei nervi per essere impassibile?» Parlare di filosofi antichi e moderni in relazione a cani, gatti, cigni e serpenti servirà allora per chiedersi quale percezione pensatori di tempi diversi abbiano avuto dell’animalità. L’hanno addomesticata così come i primi pastori della storia hanno fatto con il lupo, snaturandone l’istinto e assicurandosene le preziose prestazioni? Se così è stato, bisognerà allora riconoscere che l’uomo non è più in grado di comprendere pienamente il mondo animale, perché questo avrebbe definitivamente perso la sua originaria identità. Ma l’uomo è in realtà mai stato capace di farlo? Secondo James Hillman, psicologo junghiano che ben conosce i limiti delle scienze dello spirito, molta strada deve essere ancora fatta. «Leggere l’animale, sentirlo parlare – scrive Hillman in Animali del sogno, libro ricco di stimolanti intuizioni – richiede una percezione estetica ed ecologica per la quale la psicologia non si è ancora fatta l’occhio e l’orecchio, per la quale non ha ancora trovato parole che non siano semplici moralismi allegorici ma vadano al di là delle metafore dell’essere maialesco, topesco, degli scherzi da scimmia e degli abbracci da orso, al di là di ogni metafora semplicistica, del tentativo di cogliere il significato dell’animale, fino a raggiungere l’appercezione estetica di ciò che si presenta, rispondendo al significato della sua forma – una risposta appropriata, capace di apprezzare, felice che l’animale sia lì, che sia venuto in sogno, e che tale apparizione sia una momentanea restaurazione dell’Eden». Hillman parla di sogni, di un Eden perduto da riconquistare e punta l’indice contro certa psicologia. Niente di azzardato potrà esserci nel fare altrettanto con la filosofia.

Dall’introduzione del libro di Giuseppe Pulina, Animali e filosofi, Giunti, Milano 2008

 
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